Fanum Voltumnae
Fanum Voltumnae

Il Fanum Voltumnae, mistero etrusco

 

Citato da fonti romane, il tempio sacro del Fanum Voltumnae era un punto di riferimento per tutta la popolazione etrusca, a dimostrazione che, nonostante la divisione in numerose città stato, esisteva un comune senso di appartenenza che andava oltre il sentimento di appartenenza alla propria città stato. Le riunioni della Dodecapoli Etrusca, le dodici città più influenti, rafforzavano questa identità un po’ come facevano i Giochi Olimpici per tutte le popolazioni greche. Si tratta di un monumento all’epoca che doveva essere un simbolo della civiltà etrusca, ma non è ancora stata identificata la sua ubicazione e varie città tra Lazio e Umbria si sono contese lo scettro di sua sede storica.

Busto del dio Voltumna

Busto del dio Voltumna

Lo storico romano Tito Livio racconta che il Fanum Voltumnae era il luogo delle riunioni annuali della Dodecapoli etrusca, il consesso delle 12 principali città stato della nazione etrusca. In quell’occasione i lucumoni, i magistrati supremi delle comunità etrusche, discutevano su questioni di politica interna, ma anche riguardo le linee comuni da adottare per la politica estera. Non si trattava soltanto di una riunione politica; erano previste anche cerimonie religiose, oltre a una serie di iniziative che coinvolgevano l’intera comunità: fiere commerciali, giochi e spettacoli teatrali dal valore sacro. Nonostante la civiltà etrusca non sia più così misteriosa come viene ancora comunemente dipinta, grazie anche all’interpretazione di importanti testimonianze,  esistono ancora dei nodi da sciogliere a suo riguardo. Sappiamo infatti dell’esistenza di questa località consacrata soltanto per fonti indirette: il problema della grande scarsità di testimonianze dirette in lingua etrusca giunte sino a noi, se si fa esclusione delle incisioni funerarie, continua inevitabilmente a creare problemi quando c’è bisogno di fare una ricerca di documenti storici.

Tra gli interrogativi che ancora attanagliano gli studiosi c’è l’individuazione della posizione in cui sorgeva il “fanum”, termine che in latino stava a significare “tempio” “santuario”, o più generalmente “luogo sacro”. La traduzione sarebbe quindi “Tempio di Voltumna”, resta quindi da capire chi fosse “Voltumna”, dato che il nome non risulta direttamente essere riferito a nessuna delle divinità del pantheon etrusco. Anche in questo caso l’unica possibilità è affidarsi alle fonti latine: Varrone lo definì “Il dio principale dell’Etruria” e questo portò a identificarlo con Tinia, paragonabile al Zeus greco e al Giove latino. Voltumna era il protettore della città di Velzna (Volsinii in Etrusco, identificabile con Bolsena o Orvieto), ruolo che rivestiva anche per la Lega delle Dodici Città Etrusche. Il Fanum doveva essere un complesso imperioso di opere architettoniche: il tempio monumentale dedicato al dio, gli alloggi dei 12 lucumoni e la residenza dei sacerdoti e delle altre autorità invitate dovevano costituire un complesso imponente.

Chimera etrusca

Chimera etrusca

Tito Livio, pur avendo più volte nominato il santuario, non ha mai fornito indicazioni specifiche sulla sua precisa ubicazione. Ci dice però che ogni primavera si svolgeva il congresso annuale delle città etrusche e le celebrazioni sacre annesse duravano ben 20 giorni e l’occasione serviva a riaffermare la comune identità etnica, culturale e soprattutto religiosa delle città dell’Etruria. Riguardo il problema della collocazione di questo centro nevralgico che sembrò sopravvivere anche alla romanizzazione della Tuscia, molte sono state le ipotesi formulate. Il domenicano Annio da Viterbo, uomo di grande cultura vissuto tra il XIV e il XV secolo, identificò la sede nella sua città. Un’altra ipotesi propone il Pianoro di Monte Becco, nei pressi del Lago di Mezzano nella Maremma Laziale, anche se la sua ubicazione sembra incompatibile per un complesso monumentale così importante. Gli studi più recenti invece propendono per Orvieto, specialmente in una zona sottostante il centro cittadino chiamata “Campo della Fiera”, che è un importante sito archeologico. Ma c’è un’altra ipotesi, molto suggestiva: proprio Montefiascone, per via della sua posizione dominante sulle zone circostanti, posizione da cui è possibile scorgere una vastissima area e che potrebbe essere il cuore e il punto di riferimento della civiltà etrusca. Qualunque sia stata la vera sede, possiamo comunque immaginare quanto possa essere stato affascinante il centro simbolico della civiltà etrusca, che quindi aveva nell’Alto Lazio il suo cuore pulsante.

Fanum Voltumnae

Fanum Voltumnae

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