Legio IX Hispania al Teatro di Ferento
Legio IX Hispania al Teatro di Ferento

Nella cornice di Ferento rivive la gloria di Roma Antica: come sfruttare la potenzialità di un luogo magico

Il Teatro di Ferento ha ospitato una rievocazione storica dell’Antica Roma: un tuffo indietro di 2000 anni per sognare a occhi aperti. Il mese di giugno si è aperto con questa riuscita rievocazione storica che mostra un pizzico delle potenzialità di un luogo veramente suggestivo.

 

Pochi conoscono le Guerre Cantabriche, il conflitto che frappose l’esercito di Roma a quelli dei Cantabri e Asturi tra il 29 e il 19 avanti Cristo. Si tratta di due fiere e belligeranti popolazioni del Nord dell’Iberia, occupanti le zone che grossomodo corrispondono alle attuali regioni spagnole della Cantabria e delle Asturie. Cantabri e Asturi erano celtiberi, cioè il frutto dell’unione tra i nativi Iberi e i Celti, scesi dall’Europa centrale: popolo per questo motivo i popoli di Galizia e Asturie reclamano una loro diversità dal resto degli spagnoli, facendo leva sulle proprie origini celtiche, anche se più per ragioni politiche che per l’autentico bisogno di aver riconosciuta un’effettiva distinzione etnica e culturale. Asturiano è Hevia, musicista salito alla ribalta tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 per “Busindre Reel”, sognante brano divenuto un grande successo perché utilizzato inizialmente come jingle di un noto spot pubblicitario di una grande causa automobilistica internazionale. Il musicista, suonando un’arpa elettrica, rielaborava la musica tradizionale della sua terra, la quale realmente ricorda da vicino le melodie tradizionali della cornamusa scozzese.

 

I soldati con i vessilli

I soldati con i vessilli (foto di Ilona Volkova)

I soldati in marcia

I soldati in marcia (foto di Ilona Volkova)

L'esercito schierato

L’esercito schierato (foto di Ilona Volkova)

Battaglia tra Romani e Cantabrici

Battaglia tra Romani e Cantabrici

Tornando alla vicenda storica, nel conflitto condotto da Ottaviano Augusto e Marco Vipsanio Agrippa Roma completò la conquista della Penisola Iberica, manovra da inserire in un disegno più ampio del Princeps erede di Giulio Cesare, atto a completare il dominio di regione dove Roma era già fortemente penetrata sottomettendo le ultime sacche di resistenza in un piano che comprendeva anche le popolazioni celtiche dell’Arco Alpino.

Tutto questo e altro ancora sta dietro la spettacolare rievocazione storica compiuta Associazione Culturale proveniente da Roma Legio IX Hispana in collaborazione con altre associazioni provenienti da altre parti d’Italia, oltre a una giunta proprio dalla Spagna, composta verosimilmente dai discendenti dei valorosi guerrieri barbari che si opposero al nascente Impero. Nella due giorni di rievocazione storica, dove è stata sfruttata la magia della suggestiva cornice del Teatro Romano di Ferento e lo spazio accanto, stagliato tra la vegetazione, sono stati messi in scena momenti di quotidianità dell’epoca, oltre alla ricostruzione degli accampamenti romano e celtibero. La ricostruzione degli oggetti, delle armature, delle armi e degli indumenti merita una menzione di merito per la scrupolosa attenzione al dettaglio, in una resa il più possibile fedele ai modelli storici. La battaglia è stata scontro vero: due figuranti hanno subito lievi infortuni, che a quanto pare non sono così frequenti. “Chiaramente è più facile che i più inesperti si facciano male, ma può succedere a tutti dato l’impeto messo in queste rievocazioni militari. Non c’è soltanto l’ambulanza pronta a ogni evenienza ma – qui sta la sorpresa – tra le fila degli eserciti, camuffato con gli abiti di scena, c’è sempre qualche medico pronto a intervenire tempestivamente in caso di necessità – spiega il presidente dell’associazione culturale Legio IX Hispania proveninte da Roma, perfettamente a suo agio nei panni di senatore.

L'Aquila Imperiale

L’Aquila Imperiale

Passione, impegno, dedizione e un pizzico di rischio: la riuscita finale è assicurata e il pubblico, giunto numeroso, dimostra di gradire questo pregevole tentativo di far rivivere per qualche ora la gloria di Roma. Encomiabile da dedizione dell’associazione culturale Archeotuscia, che si impegna  in modo determinante per la salvaguardia di un luogo così bello e importante: i suoi consociati fungono da guardiani, guide e da supporto per gli eventi senza ricevere compensi in cambio: il loro lavoro salva letteralmente Ferento dall’abbandono e dalla trascuratezza. L’antica città di Ferento sorgeva sull’altura di Pianicara, dove pare avessero trovato sistemazione  gli sfollati della vicina città etrusca Acquarossa, distrutta intorno al V secolo a.C. durante le guerre di espansione di Tarquinia, tra le più potenti città etrusche. Nel I secolo d.C. venne costruito il teatro romano, meraviglia architettonica e ciliegina sulla torta di quella che in un’epigrafe marmorea ritrovata delle vicinanze dell’abitato, venne definita “civitas splendidissima”. Si tratta di un luogo che è doveroso valorizzare sia per il suo valore storico che per le sue capacità attrattive solo in parte sfruttate. Assistere al fascino e alla gloria di Roma Antica che riprende vita proprio in uno cornice reale della sua reale è qualcosa che va oltre la visione di un film in prima persona. Questo è un sogno ad occhi aperti, un’esperienza immersiva, in cui molti dall’Italia e da tutto il mondo, magari sfruttando come formidabile corridoio lo straordinario flusso turistico di Civita di Bagnoregio, sarebbero disposti a immergersi se solo potessero avere a disposizione più occasioni.

 

I figuranti della Legio IX Hispania al Teatro di Ferento

I figuranti della Legio IX Hispania al Teatro di Ferento

 

 

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