Palazzo Monaldeschi di Lubriano
Palazzo Monaldeschi di Lubriano

Lubriano icona artistica e storica sotto l’influenza della famiglia Monaldeschi

Lubriano, a due passi da Bagnoregio, e a circa diciotto chilometri da Orvieto, mantiene viva la testimonianza dell’influenza che ebbe, nelle nostre zone, una delle più importanti famiglie germaniche durante il Basso Medioevo. Quando imperava lo storico confronto armato tra Impero e papato,  i Monaldeschi, di fazione guelfa, si confrontavano militarmente con i Filippeschi, ghibellini. I Monaldeschi a Lubriano hanno lasciato testimonianza con il loro sontuoso palazzo, che oggi ospita il ristorante “Palazzo Monaldeschi di Lubriano” e con il finanziamento dei restauri la chiesa di San Giovanni Battista; esattamente dinnanzi a Palazzo Monaldeschi.

Chiesa Madonna Santissima del Poggio a Lubriano

Chiesa Madonna Santissima del Poggio a Lubriano

Chiesa S.Giovanni Battista

Chiesa S.Giovanni Battista a Lubriano

Cortile interno del ristorante Palazzo Monaldeschi

Cortile interno del ristorante Palazzo Monaldeschi

Ermanno Monaldeschi morì nel 1337 e i suoi figli Corrado, Benedetto, Monaldo e Torto cercarono in ogni modo di mantenere la signoria della loro casata su Orvieto, ma ne furono cacciati e di lì in poi il loro unico obiettivo sarà quello di affliggere la città in ogni modo possibile. Nel frattempo la famiglia Monaldeschi s’era divisa in quattro fazioni: quella del Cervo o i Cervareschi, cui i quattro facevano parte, i Monaldeschi del Cane, della Vipera e dell’Aquila. Palazzo Monaldeschi di Lubriano apparteneva alla casata cervaresca, la quale resterà in auge fino al 1400, per poi vedersi estinguere nel 1600 assieme agli altri rami della famiglia; quello del Cane, della Vipera e dell’Aquila. L’ultimo capostipite della casata cervaresca fu Paolo Antonio Monaldeschi che diede incarico all’architetto Giovan Battista Gazzale di apportare quel significativo rifacimento che ha trasformato il palazzo da un tipico casale alto-medioevale in quella che ad oggi è ammirabile come residenza barocca molto simile alle ville patrizie romane disseminate nell’Alto Lazio.

Lo stile del Palazzo Monaldeschi di Lubriano, per come è ammirabile oggi, è assimilabile al tipico Barocco Juvarriano, essendo il Gazzale un emule del noto artista siciliano ed architetto di Casa Savoia. Filippo Juvarra, infatti, ha personalizzato con il suo stile plastico e al contempo abbastanza semplice per il genere, il Barocco italiano. A differenza di numerose opere barocche quelle di Filippo Juvarra richiamano una certa essenzialità plastica, rompendo con la “pesantezza” caratteristica dello stile settecentesco. Filippo Juvarra richiama la semplicità lineare delle forme cara alla tradizione architettonica del romano classico, se pur la fonde e la confonde con lo stile del Borromini da lui definito come ispiratore. Lo stesso Filippo così parlò del suo stile in una raccolta di disegni regalata al Conte Traiano Roero di Guarene nel 1725:

monaldeschi interno

Cortile interno Palazzo Monaldeschi

Cortile interno Palazzo Monaldeschi

«[Sono un ammiratore della] sodezza dell’arte secondo l’insegnamento di Vitruvio e Palladio e di tutti i più celebri Autori: di qual sodezza io sono sempre stato amatore e del semplice, in cui ogni arte riconosce, a mio credere, la sua perfezione, non è però che io abbia negletto gli ornati, ma me ne son servito con sobrietà ed ho procurato a tutto mio potere d’imitare in questo lo stile del cavalier Borromini, il quale più di ogni altro ha ornato i suoi disegni ed ha introdotto cotal genere nel Popolo»

Dedica al volume di disegni inviato in dono da Filippo Juvarra al Conte di Guarene nel 1725 

Giovan Battista Gazzale spostò l’ingresso del Palazzo Monaldeschi di Lubriano dalla parte opposta rispetto a dove si trovava perché desse alla splendida vallata dei Calanchi e ammodernò l’edificio aggiungendo stanze e corridoi che fossero più funzionali agli scopi di un palazzo signorile. Finiva così, nella vistosità dell’ aurea e ampollosa arte rinascimentale, quanto restava di un’opera architettonica medioevale e di lì a poco anche la famiglia Monaldeschi avrebbe lasciato il palcoscenico della storia perché le signorie rinascimentali esplodessero quel bisogno di uomo e di luce che il Medioevo aveva creato nel suo decorso.

Il Palazzo Monaldeschi di Lubriano è successivamente passato alla famiglia romana Boncompagni Ludovisi che aveva ricevuto in dote il castello grazie all’unione tra due figlie di Paolo Antonio con la famiglia Bourbon di Firenze, apparentate con i Bourbon di di Francia. Nel 1800 una Bourbon si unirà con la famiglia romana e i Boncompagni Ludovisi diventeranno così proprietari del castello. Quest’ultimo è attualmente proprietà della famiglia Misasi di Cosenza che ha acquistato in tempi recenti il castello di Lubriano da una Marchesa Boncompagni.

Bibliografia:

– Cesare Pinzi, Historia della città di Viterbo, Vol. III libro X,  Stabilimento tipografico Agnesotti, 1913, Viterbo

– Histouring, https://www.histouring.com/personaggi-storici/monaldeschi/

– Palazzo Monadeschi di Lubriano, http://monaldeschi.it/la-storia.html

Fulvio Lenzo, [Filippo Juvarra] Il soggiorno a Napoli e i pensieri per il Concorso Clementino del 1706.

– Fulvio Lenzo, Filippo Juvarra a Messina: la chiesa di San Gregorio, in Annali di Architettura, Vicenza, Centro internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, 2003.

  • – Tommaso Manfredi, JUVARRA, Filippo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2004, SBN IT\ICCU\IEI\0217687. URL consultato l’11 settembre 2016.

 

VIsta della valle dei Calanchi

Vista della valle dei Calanchi

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