Tomba François, affresco
Tomba François, affresco

L’ipogeo dei Vel Saties o Tomba François

Quella che oggi viene considerata come una delle più importanti tombe di tutta l’Etruria venne scoperta da un archeologo fiorentino di nome Alessandro François per conto della famiglia  Torlonia. La cosa più curiosa è che questa sepoltura venne scoperta per errore poiché si cercava un ulteriore ingresso al tumulo della Cuccumella, invece venne scoperta una delle tombe più importanti dell’intera l’archeologia etrusca.

Particolare di una camera della Tomba François

 

Nel 1855 il principe Alessandro Torlonia acquistò da Alessandrina Bonaparte, che morì nel luglio dello stesso anno, vedova del principe Luciano tutte le proprietà terriere dei Bonaparte, compreso il fondo di Vulci. Nel 1857 il principe Torlonia finanziò una campagna di scavi nei pressi della necropoli del ponte rotto, l’incarico venne affidato ad Alessandro François, funzionario pubblico del Granducato di Toscana ed archeologo. Il prescelto aveva effettuato numerosi scavi in Toscana riportando alla luce numerosi reperti archeologici tra cui il celeberrimo vaso a figure nere a cui egli ha dato il nome: il vaso François venuto alla luce durante una campagna di scavo nel 1844 presso Chiusi.

vaso François
Firenze museo nazionale archeologico.


L’obbiettivo iniziale di questa campagna di scavo era quello di ricercare l’ingresso del grande tumulo della CuccumellaIl caso volle che all’ inizio della campagna di scavo tutta la tenuta della Badia fosse coltivata a grano e le operazioni archeologiche vennero  rinviate alla fine della stagione.Il François  allora spostò la sua attenzione e le sue ricerche nella località Ponte Rotto e fu in quella zona che dopo diversi scavi l’archeologo toscano scoprì il celebre Ipogeo di Vel Saties (Saties era il nome della famiglia etrusca a cui apparteneva questa sepoltura), famosa anche col nome di Tomba François (dal nome del suo scopritore). Lo stupore dell’archeologo lo si può riscontrare da queste annotazioni:
“Quando l’ultimo colpo di piccone atterrò la pietra che chiudeva l’entrata della cripta, la luce delle torce rischiarò le volte di una funebre dimora, il cui silenzio da più di venti secoli nessuno aveva turbato.Ogni cosa laggiù si trovava nello stesso stato in cui era stata disposta il giorno nel quale era stata chiusa l’entrata. L’antica Etruria vi si rivelava in tutto il suo splendore. Un’intera civiltà sorgeva, quasi fantastica visione, da un sepolcreto.
C’era da restare abbagliati.
La stessa Pompei non aveva offerto uno spettacolo così imponente.
Coricati sulle loro bare i vecchi guerrieri etruschi colle loro armi indosso, sembravano riposarsi dalle fatiche di una battaglia allora allora guadagnata sopra i Romani o i Galli.
Forme, vestiti, stoffe, colori, furono per alcuni minuti visibili; poscia a misura che l’aria della campagna penetrava nella cripta, tutto sparve”.
Vulci 1857 Alessandro Francois.

Queste parole annotate dallo stesso archeologo fanno ben capire la magnificenza di questa sepoltura, ma cosa ha di particolare la l’ipogeo dei Vel Saties?
La principale particolarità di questa sepoltura  sta nel fatto che  non vi sono affreschi sul tenebroso aldilà  etrusco, affreschi inerenti alla vita comune degli Etruschi o su storie oniriche: nella tomba dei Saties si trovarono invece pitture riguardanti la storia etrusco romana (come la liberazione di Celio Vibenna) e inerenti alla letteratura greca-omerica, che risalgono fino alla guerra di Troia come il sacrificio da parte di Achille dei prigionieri troiani in onore a Patroclo (questo episodio è narrato nell’Iliade di Omero).
Questa tomba può essere considerata una delle massime espressioni della pittura etrusca, come già detto nelle righe precedenti  il sepolcro appartenne alla famiglia etrusca dei Saties  originaria Vulci, una delle più grandi famiglie aristocratiche della città.
La tomba François  nei i suoi affreschi mette insieme temi troiani e temi di storia eroica vulcente in un contesto volutamente antiromano, ciò fa ritenere  che il pittore fosse di scuola ellenista.
Alcuni episodi riguardanti la storia etrusca , come la vicenda della liberazione di Celio Vibenna, che venne liberato dal re di Roma Servio Tulio in etrusco  Mastarna, (Celio Vibenna era un condottiero etrusco impegnato in spedizioni di conquista in Etruria e nei territori circostanti, e rifugiatisi, al termine di alterne vicende belliche, sul monte Celio a Roma.) consentono di assegnare una datazione precisa alla tomba:  questo episodio accadde durante il VI° secolo A.C e  questo permette di individuare nel V secolo a.C.  il periodo della costruzione della tomba, che coincise con l’epoca di maggiore splendore della città di Vulci.

Tomba Francois, sacrificio dei prigionieri troiani, copia d’affresco eseguita da Augusto Guido Gatti nel 1931

Tomba François, affresco

Tomba François, affresco

 

Il ciclo di affreschi della tomba François  venne staccato dalle pareti e suddiviso in pannelli su ordine del Principe Alessandro Torlonia per poi venir  trasportato a Villa Albani-Torlonia a Roma, dove tutt’oggi sono custoditi  e sono visitabili oltre alla stessa villa solo su prenotazione.
Attualmente la tomba  è visitabile rivolgendosi presso la biglietteria del Parco Naturalistico ed Archeologico di Vulci, la visita è solo guidata ed a pagamento.
la Tomba di François viene universalmente considerata come una delle più importanti sepolture a camera dell’intera Etruria, molto importante per le sue testimonianze pittoriche ad affresco che ne fanno una delle massime espressioni della pittura etrusca.
Concludiamo con due curiosità: l’archeologo Alessandro François morì nel 1857 poco dopo la scoperta del tumolo che e prende il suo nome: “la maledizione dei saties” ha colpito.
La casa automobilistica francese Renault  mise in produzione una berlina chiamata Vel Satis dal nome della famosa tomba etrusca.
Vi è anche un’altro mistero: nell’ultima camera compare la scritta Pomponio, ma non si sa bene chi sia costui, forse un giorno riusciremo a dare una risposta anche a questo enigma.

Villa Albani Torlonia Roma dove sono custoditi gli affreschi staccati dalla tomba François.

 

 

 

 

 

 

 

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