Acropoli Norchia

“Lovely Norchia”, progetto attivo per una cultura aperta a tutti

Troppo spesso i luoghi d’interesse storico ed archeologico italiani sono belli quanto importanti, eppure cadono nell’incuria e nel degrado, nonostante rappresentino non solo un patrimonio inestimabile ma anche un’opportunità di profitto, se ci si investe in modo oculato e mirato. Fortunatamente non ci sono soltanto coloro che fanno discorsi belli da sentire quanto sterili nella sostanza, ma esistono anche persone dotate di passione e buona volontà che si impegnano seriamente per grandi obbiettivi che vanno oltre l’interesse personale

 

Norchia è un’importante necropoli etrusca che per decenni è stata colpevolmente relegata nel dimenticatoio, facendola scivolare nell’incuria a nell’abbandono. “Lovely Norchia” è il marchio di un progetto ambizioso ma al contempo molto concreto che, imbastendo una rete attiva di contatti, sta lavorando per un serio progetto di riqualificazione. La prima giornata del ciclo di convegni che si tiene al Museo Sangallo di Montefiascone “Dicembre al Sangallo”, organizzati dalla sua direttrice Valentina Berneschi e promossi dall’Amministrazione e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Montefiascone, è dedicata a questo interessante piano di lavoro.

Sedute da sinistra, Valentina Berneschi e Simona Sterpa durante il convegno

La zona ha un passato storico molto remoto, essendo stata frequentata dagli esseri umani fin dal Paleolitico superiore, ma è chiaramente nell’epoca etrusca che vive il suo periodo più importante.

L’area venne rioccupata dai Longobardi, successivamente venne abbandonata nel 1453 in seguito allo scoppio di un’epidemia di malaria per poi divenire proprietà della famiglia Vico fino alla loro estinzione. Il sito ha dovuto attraversare oltre trenta anni di abbandono, ma gli attuali proprietari, dei coltivatori diretti, sono intenzionati a sostenere il progetto. La famiglia Romeo Stelliferi, produttrice di nocciole, ha dato la massima disponibilità all’Associazione “Archeotuscia” per agire, la quale ha avuto il merito di essere stata la prima a dedicarsi al sito, dopo anni di oblio.

Lorenzo Bernini con la sua associazione trust Sostratos ha finanziato scavi e restauri in questa fase e, tra il 2013 e 2014 , è stata trovata la Tomba di Vel, nome del defunto citato nella relativa iscrizione. 16 ritrovamenti sono ora esposti al museo di Rocca Albornoz, dove si presume verranno custoditi anche altri reperti che verranno alla luce.

Le tombe GDS, dove la sigla sta per Guado di Sferracavallo, sono quattro e sono numerate progressivamente. In loco sono stati rinvenuti punte di freccia e orecchini, ma purtroppo sono state tutte depredate. La GDS04 è stata sfondata nella parte alta, mentre fortunatamente il dromos è rimasto inalterato con un corredo intero di 26 pezzi, ora in fase di restauro. La Tomba della Strada Etrusca è stata distrutta sul lato destro e il suo corredo conta di 21 pezzi. Il nome deriva dal fatto che fu realizzata interrompendo un’antica via etrusca.

Nelle campagne di scavo del 2017 e 2018 sono state realizzate con l’obiettivo di far tornare alla luce il secondo livello di scavi. Le rocce presentano una serie di tagli che verranno studiati con un topografo. La tomba GDS06 si distingue per una decorazione a voluta scavata dai tombaroli negli anni ’50 in modo perfetto, non arrecando troppi danni alla struttura pur portandosi via tutto quel che c’era da prendere. Si possono inoltre trovare i resti di una porta finta, mentre scavando in sommità si sono trovate delle fosse dove sono stati trovati i resti di un cippo funerario.

Acropoli Norchia

Particolare dell’Acropoli

Dall’ultima parte del 2018 si è cominciato a tracciare una nuova rotta: gli scavi eseguiti hanno portato una nuova attenzione al sito archeologico, con l’intervento congiunti tre attori: la famiglia proprietaria, l’associazione Amici di Norchia e l’archeologa Simona Sterpa. L’associazione ha avuto l’importante compito di fare da raccordo per possibili finanziatori, riunendo chiunque avesse un’attività economica sul territorio. Non si può prescindere dalla soprintendenza la quale ha concesso loro in gestione della località per il progetto. Occorreva trovare un marchio che fosse chiaro e riconoscibile, che comunicasse internazionalità, di qui l’idea di “Lovely Norchia”. I punti del piano d’azione prevedono la pulitura della zona, la sistemazione della recinzione, veicolare un’adeguata comunicazione e informazione e organizzare dei percorsi ad hoc per attrarre i turisti.

Logo Lovely Norchia

Logo Lovely Norchia

Tra i risultati fin qui ottenuti, spicca la ripulitura delle tombe dorica, tra le più spettacolari in Italia nel loro genere, anche se il lavoro di sistemazione non è ancora finito. Altri obiettivi da raggiungere è rendere il sito organizzato per chiunque lo voglia visitare e poter far sì che sia possibile operare delle visite guidate con più di 100 persone al giorno.

Acropoli Norchia

Si pensa a più tipi di percorsi: uno con attraversamenti di fossi e arrampicate per i più avventurosi e uno più semplice, per chi vuole una visita più tranquilla e meno impegnativa, oltre percorsi per mountain bike, equitazione, archeotrekkingarcheorunning, cioè corsa accanto ai luoghi della Storia antica. Inoltre si pensa di organizzare incontri di yoga e meditazione, soluzione che ben si sposerebbe con la natura incontaminata dell’area e  per cui esistono già contatti.

“Il museo non deve essere una fortezza della cultura come dice qualche “dinosauro”  – spiega Simona Sterpa, impegnata in prima linea nella sua valorizzazione – un museo deve essere invece un luogo vivo e aperto a tutti: valorizzare un spazio non significa solo pulirlo e tenerlo in ordine, ma renderlo fruibile”.

 

 

 

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