Visuale di Sutri
Visuale di Sutri

Sutri, fermata fuori dal tempo lungo la Via Cassia

In direzione di Roma non si può non lambire questa piccola ma graziosa cittadina, passando davanti alla necropoli. Ma la cittadina, salita agli onori nazionali della cronaca per via di un sindaco famoso, ha molto altro da offrire

Non si può non cominciare proprio dalla necropoli situata sul lato destro della Cassia, se si viaggia in direzione di Roma, quindi sul versante opposto del centro cittadino. Le tombe sono scavate direttamente sulla parete e sono 64 in tutto. Si riconoscono tombe a una camera e a due camere, dotate o meno di incasso per cinerari e arcosoli (le arche sepolcrali incassate da una parete e sormontate da nicchie), mentre a volte sono precedute da un ingresso ad arco. Anche se Sutri è stata un baluardo etrusco contro l’avanzata romana, la necropoli non è di epoca etrusca, ma romana, risalente al V secolo avanti Cristo, quando l’ascesa della Città Eterna alla conquista dell’Italia era già cominciata.

Panorama di Sutri

Panorama di Sutri

Non lontano si trova il Mitreo, ricavato da uno spazio tufaceo un tempo anch’esso utilizzato per le tempo di epoca antica: si tratta in realtà della piccola chiesa di Madonna del Parto, con una volta a botte e piccole navate laterali, un tempo luogo di culto dell’antico dio Mitra, di origine orientale e adorato nell’Impero Romano prima della diffusione del cristianesimo. Proprio il rinvenimento di un rilievo raffigurante la divinità di origine asiatica ha fatto individuare l’area come luogo di culto per la divinità, figura molto simile a Gesù Cristo, dal quale venne poi velocemente soppiantato.

Dettaglio del mitreo

Dettaglio del mitreo

L’ambiente oscuro e umido favorisce l’idea che si sta entrando in un luogo altro, lontani dalla propria epoca, come un portale che apre uno squarcio in un’area che in passato è stata teatro di momenti solenni, scanditi da gravi silenzi.

Doveva essere invece rumoroso l’anfiteatro romano, anch’esso scavato nel tufo, e dotato di una struttura ellittica con degli scaloni che potevano offrire posto a sedere a circa 5 mila spettatori. Si dice che fosse stato luogo di allenamento per i gladiatori che poi avrebbero combattuto nel più famoso Colosseo.

Ingresso dell'anfiteatro

Ingresso dell’anfiteatro

La visita è stata singolare: essendo la guida al termine della sua giornata lavorativa, ha pensato bene di restare fuori a chiacchierare con dei suoi amici, limitandosi a togliere il cordone all’ingresso. Così abbiamo visitato la bellissima struttura con una guida d’eccezione: un gattino che è entrato con noi, è stato al nostro fianco all’interno dell’arena e ci ha seguito arrampicandosi sui gradini quando volevamo godere di una visuale dall’alto. Puntualmente, quando siamo usciti al termine della visita, anche lui, soddisfatto del suo compito di accompagnatore, ci ha accompagnato all’uscita. Dobbiamo ringraziare la buona volontà del nostro volenteroso felino, perché al ritorno la guida “ufficiale” se n’era già andata, rimettendo il suo cordone a posto, costringendoci  beffardamente alla piccola fatica di attraversarlo per uscire. Ma di fronte a scenari così suggestivi può andare bene anche così.

Una guida speciale

 

Risalendo la Cassia  passiamo davanti al ristorante Liutprando, re dei Longobardi e Re d’Italia, famoso per la Donazione di Sutri allo Stato della Chiesa, per rinsaldare i suoi rapporti con il Cattolicesimo: non sono Etruschi e Romani segnarono il retaggio di questa cittadina ma anche una delle principali popolazioni germaniche tra quelle scese in Italia nell’Alto Medioevo trovano spazio nella storia di Sutri. Il regnante longobardo tentò inutilmente di rafforzare la posizione del proprio regno con questa concessione alla Chiesa di Roma, ma non bastò a evitare la fine del dominio longobardo per mano dei Franchi, che attraversarono le Alpi per espandersi in Italia.

La successiva tappa è Villa Savorelli, uno dei luoghi più suggestivi di Sutri, con il suo giardino all’italiana e la sua chiesa barocca. Inizialmente si trattava di una piccola casa di campagna che ha acquisito l’aspetto attuale quando è passata sotto la proprietà di Giovanni Battista Muti Papazzurri che amplia la villa e riedifica la piccola chiesa, fornendola di una sobria facciata in stile barocco, con due campanili ai lati. Semplicità è la parola chiave anche per descrivere la villa, la cui facciata è divisa in due ordini da una cornice che contiene lo stemma della famiglia degli Altoviti. L’edificio, ora proprietà del comune dopo essere passato sotto il controllo di diverse famiglie, ha tre piani: il primo è utilizzato come sala convegni, il secondo è la sede del parco dell’Antichissima Città di Sutri e il terzo sembra destinato all’accoglienza dei pellegrini della Via Francigena. Da notare che a dare il colore alla facciata della villa è stato il grande pittore Giorgio De Chirico. La villa è stata in gran parte ricostruita dopo che le truppe tedesche in ritirata la incendiarono, quando la Seconda Guerra Mondiale stava ormai nella sua fase conclusiva.

Accanto all’edifico si trova un piccolo, ma ricercato esempio del giardino all’italiana di cui possiede tutte le caratteristiche principali: siepi potate in modo da riprodurre forme geometriche, aiuole divise geometricamente, un notevole uso dei sempreverdi,  piante a foglia a persistenze,  e una forte presenza di statue. All’ingresso dello spazio verde si trovano due basamenti architettonici nell’onnipresente tufo sovrastati da elementi architettonici in peperino che fanno sfoggio dello stemma della famiglia dei Muti Papazzurri, mentre al centro c’è una fontana sempre in peperino. Proseguendo verso oriente si prosegue attraversando verso un lungo viale che porta verso una balaustra dalla quale si gode di una straordinaria visione d’insieme dell’anfiteatro.

L'arena vista dalla balaustra di Villa Savorelli

L’arena vista dalla balaustra di Villa Savorelli

Le sorprese di Villa Savorelli non finiscono qui: sulla sinistra si trova un suggestivo bosco sacro di lecci, al cui interno si trova la base di una torre medievale. Una leggenda vuole che Orlando, il paladino della letteratura cavalleresca su cui Ariosto e Boiardo scrissero celebri poemi, sia nato proprio nel sacro bosco di Sutri.

Il bosco sacro con la torre

Il bosco sacro con la torre

Per arrivare finalmente al centro cittadino, affrontiamo una ripida salita che però quasi subito ci proietta direttamente nella meta. Piazza del comune, la piazza principale, possiede un’imponente porta dedicata alla memoria dei caduti in terra, con tre campane sormontate da una croce al suo vertice.

Porta di Piazza del Comune

Porta di Piazza del Comune

Non mancano vie e piazze minori dove il gusto per il decadente si intreccia con l’affascinante illusione di venire proiettati per qualche istante indietro nel tempo: mura screpolate, vie strette e case e edifici scalfiti dallo scorrere del tempo possono creare questo incantesimo.

Scorcio

Scorcio

In questo contesto, tra case dalle facciate degradate con i panni stesi alle finestre da una lato e uno strepitoso panorama delle verdi vallate sottostanti, non ci si aspetta di trovare un locale come lo “Stregatto”, così elegante e ricercato, come ci si aspetterebbe nella zona “bene” di una metropoli.

Interno dello Stregatto

Interno dello Stregatto

Visuale fuori lo Stregatto

Visuale fuori lo Stregatto

All’interno si dà molta attenzione al dettaglio e le decorazioni seguono come costante il tema del celebre personaggio di “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll.

Abbiamo la fortuna di imbatterci in un piccolo concerto improvvisato di una cliente, che utilizza magistralmente il piano presente in sala, su cui campeggia una delle più suggestive citazioni del romanzo.

"Per quanto dura per sempre?" A volte. solo un secondo"

“Per quanto dura per sempre?” A volte. solo un secondo”

Senza giungere a tanto, giunti sul far della sera, con il sole che comincia a chinarsi sotto l’orizzonte, giungiamo al termine di questa giornata sutrina dove sì, per una manciata d’ore, tra vestigia antiche, eleganti architetture moderne e graziosi scorci, abbiamo assaporato l’impressione di prenderci una pausa dalla vita quotidiana tra bellezze artistiche e naturali capaci di nutrire l’anima.

 

Visuale di Sutri

Visuale di Sutri

 

 

 

 

 

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