Quando la Luna è diventata rossa: un incontro con il Gruppo Astrofili Galileo Galilei

 

L’inverno sta arrivando, abbiamo appena tirato le coperte pesanti e guardiamo con nostalgia le giornate accorciarsi ogni giorno un po’ di più, ma c’è una notte particolare della scorsa estate che tutti ricordiamo molto bene:  la notte dell’eclisse, quando la Luna è diventata rossa e per un’ora mezzo mondo è stato con il naso all’insù per guardare quello straordinario evento. Quella sera noi abbiamo deciso di andare a Tarquinia e vedere la Luna “più da vicino” e abbiamo partecipato all’evento organizzato il Gruppo Astrofili Galileo Galilei. In quell’occasione siamo riusciti a conoscerli meglio e a capire l’interessante lavoro che svolgono nella nostra provincia.

 

 

Fondato l’8 febbraio 2015, il GraAG è un gruppo di appassionati che attraverso l’esperienza dei soci fondatori nell’ambito dell’astronomia amatoriale e nel ramo divulgativo e osservativo/fotografico, si è dato l’obiettivo di creare un punto di riferimento importante sul territorio dell’Alto Lazio e prevalentemente nella provincia di Viterbo. Non solo mettendo a disposizione la loro strumentazione, ma passione, competenza e soprattutto la loro pazienza nel rispondere alle infinite domande di un pubblico che durante le loro manifestazioni riscopre la curiosità verso tutto quello che riguarda le stelle.

 

“Oltre gli eventi che organizziamo all’interno della provincia –  racconta il presidente Antonio Gianrusso – ci riuniamo in un terreno che ci è stato concesso dall’Università Agraria di Monte Romano. Sfrutteremo i prossimi mesi di inverno per tirare le somme e organizzare le attività che riprenderanno a Marzo. Continueremo a lavorare per ottenere un’area osservativa professionale e continuare con la divulgazione. Il nostro obiettivo principale infatti, è trasmettere la passione per l’astronomia”.

 

Partecipare ad una delle loro serate è infatti un’esperienza estremamente interessante, non solo per la meraviglia di vedere le lune di Giove, o gli anelli di Saturno, ma anche per vivere da vicino l’atmosfera particolare che si crea tra il pubblico. “È questa la fila per Venere?” ci hanno chiesto due signori  in quella bella serata d’estate, ovviamente cercavano solo di capire dove era puntato in quel momento un determinato telescopio, ma noi ci siamo guardati sorridendo. Credevamo di trovarci in un porto galattico, nel punto d’imbarco di un’astronave, dove tutti sono ansiosi di dare uno sguardo lassù, in attesa di fare un viaggio, anche se solo con la fantasia.

 

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