A Bagnoregio una piccola bottega d’artista, meravigliosa porta verso l’inconscio

A due passi da Civita di Bagnoregio c’è la bottega di un artista che definirei figlio dei tempi dai quali è partito, però per reinventarsi a nuova vita. Francesco Medori ha creato un ponte fatto di semplicità che sa puntare dritto al cuore

Varcando la porta della piccola bottega si rimane travolti da una sovrabbondanza di colori e forme, che riempiono lo spazio quasi profondamente. “La piccola bottega onirica” è il suo nome e tiene fede alle sensazioni che si provano entrandovi: sembra davvero di entrare in un portale che conduce nell’inconscio dell’artista che ha creato le opere esposte, tra sogni, stati d’animo, pulsioni e sensazioni. Le suggestioni i e i riferimenti più vari si uniscono in modo forte e a tratti spiazzante; in lavori dove le associazioni mentali hanno compimento in modo libero e senza freni. Eppure, anche il più ardito accostamento di forme e oggetti, richiama una precisa idea, vuole dire qualcosa di ben definito all’osservatore. Si tratta perlopiù di oggetti riciclati che vengono assemblati per creare un dato effetto, ma non manca l’utilizzo di espressioni tradizionali come il disegno e materiali consueti, come le tele dipinte in acrilico. Impossibile non farsi richiamare alla mente “Art Attack”, il celebre programma condotto da Giovanni Muciaccia, ultima trasmissione di rilievo della “defunta tv dei ragazzi” , la quale mostrava la realizzazione di ingegnosi manufatti con materiale casalingo facilmente reperibile e tanta fantasia.

Laboratorio d'artista

Laboratorio d’artista

Sogni che prendono forma

Sogni che prendono forma

Arte fatta con oggeti di uso quotidiano 1

Arte fatta con oggeti di uso quotidiano 1

Arte fatta con oggetti di uso quotidiano 2

Arte fatta con oggetti di uso quotidiano 2

Francesco, un bagnorese i cui genitori sono tra i pochi residenti a Civita, è un ragazzo dall’aspetto gioviale e sereni occhi azzurri, che mi accoglie cordialmente e accetta volentieri di raccontare qualcosa di sé e del suo percorso artistico. È curioso notare come esso sia in qualche modo figlio della crisi economica che ha colpito l’Italia e molti altri Paesi dal 2008, accanto alle difficoltà palesatesi per cittadini e imprese con lo sconveniente, almeno per alcuni stati europei, passaggio alla moneta comune europea. Francesco ha avuto una formazione non inerente all’arte ma più tradizionalmente ha conseguito un diploma in ragioneria per poi laurearsi in economia e commercio. Ha successivamente lavorato come commercialista per poi essere assunto come rappresentante in un’azienda. Nel 2010, dopo aver perso il primo lavoro e poi aver notato che continuare nella seconda occupazione non era più conveniente, ha preso corpo la decisione, nata dapprima come semplice passione che poi è diventata qualcosa via via sempre più importante, di compiere il salto nel buio che l’ha condotto a crearsi letteralmente un’occupazione con le proprie mani. Francesco lavora anche su commissione, cercando di realizzare le fantasie altrui, visto che a materializzare le sue riesce benissimo, la Bottega Onirica ha clienti da varie parti, soprattutto dal Nord Italia e dall’Europa centro-settentrionale e non si tratta soltanto di viaggiatori diretti verso Civita di Bagnoregio che lungo il tragitto vengono incuriositi da questo inconsueto spazio, ma sono numerose le richieste che arrivano anche da internet.

Work in progress

Work in progress

Eppure nel suo background anche gli studi universitari, apparentemente così lontani dalla sua professione, hanno lasciato un importante retaggio. La teoria della decrescita felice, formulata dall’economista e filosofo francese Serge Latouche, secondo il quale l’unica strada percorribile per non esaurire le risorse e vivere vite dove i vari bisogni dell’uomo sono più bilanciati rispetto all’attuale modello consumistico, è quello di produrre meno e rinunciare ai falsi bisogni dettati dalle mode, avendo più tempo ed energie da dedicare a sé e agli altri.

Rappresentazione della decrescita felice

Rappresentazione della decrescita felice

Infatti le opere prendono vita da scarti di prodotti industriali che riacquistano così motivo d’esistere, in un riciclo di materiali che diventa scelta fondante nel modo di lavorare e creare dell’autore.

In particolare, in un’opera dallo schermo di un computer esce una mano che tiene in mano un frutto: il chiaro riferimento all’economista d’oltralpe invita a ricordarsi del legame con la terra, in un invito al ritorno alla terra senza necessariamente rinunciare alla tecnologia, ma tenendo bene in mente le priorità che devono partire dall’essenziale.

Suggestioni lugubri 2

Suggestioni lugubri

L’ispirazione bussa alla porta in ogni modo: molto spesso da sogni, come suggerisce il nome della bottega, ma anche da idee nate da pensieri e scene della vita quotidiana, da suggestioni cinematografiche e da qualunque altra cosa stimoli la creatività dell’autore, un autodidatta che non smette mai di imparare, servendosi di ogni mezzo possibile, inclusi i video tutorial di you tube.

Si parte dall’apprendimento di essenziali basi per utilizzare le tecniche necessarie per dar forma alle ispira<ioni, per poi aggiungere qualsiasi altra cosa possa essere utile, come dei disegni a china colorati con…il caffè!

La storia di memori dimostra che  creatività a volte ha bisogno davvero di poco per esprimersi e a volte abbandonare le scelte più razionali per perseguire la propria passione paga veramente.

Alcuni dei suoi pezzi più interessanti sono esposti in due diverse mostre: a Rozzano e a Milano, nel centro SISAL, mentre un omaggio al pittore Giorgio De Chirico andrà a Viareggio. Durante l’estate Francesco si dedica all’insegnamento ai bambini, dove li guida in attività creative manuali nei campi estivi, anche Viterbo  attende Francesco Medori con la sua partecipazione alla Via degli Artisti il 20 e 21 ottobre 2018.

 

 

 

 

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