La nuova biblioteca di Orvieto, dove l’antico incontra il moderno

In Italia abbiamo la tendenza a soffermarci solo su quello che non funziona, su quello che va male, certamente è evidente che troppo spesso non riusciamo a valorizzare l’enorme patrimonio artistico, storico e culturale che possediamo, ma a volte questa predisposizione ci porta anche a sottovalutare quello che c’è di positivo e di bello che, proprio come nella Lettera Rubata di Edgar Allan Poe, si nasconde nel posto più impensabile, il luogo dove è più difficile dove trovare qualcosa di nascosto, cioè esattamente davanti ai nostri occhi.

Questo è certamente il caso della Nuova Biblioteca Pubblica Luigi Fumi di Orvieto che sorprende per la ricchezza delle opere che contiene (non solo libri) e per una funzionalità dove l’antico incontra il moderno. La Nuova Biblioteca è stata inaugurata il 28 febbraio 2009, dopo in trasferimento in Piazza Febei, dalla storica sede di Piazza Ippolito Scalza ed è ospitata dal complesso di San Francesco, un ex-convento francescano che, si racconta, è stato ristrutturato da San Bonaventura con la supervisione di Tommaso d’Aquino e che poi ha vissuto diverse vicende seguendo il corso, spesso tragico della storia cittadina, che l’ha visto diventare anche ospedale militare e lazzaretto. Il nucleo iniziale della Biblioteca Comunale di Orvieto, intitolata a Luigi Fumi e che oggi raccoglie uno dei più importanti patrimoni librari storici della provincia di Terni, si costituì in seguito allo scioglimento delle congregazioni religiose presenti sul territorio e al conseguente passaggio delle proprietà contenute nelle ricche biblioteche conventuali al Comune nella seconda metà dell’Ottocento. Il materiale nel corso degli anni ha subito numerosi spostamenti in locali provvisori. Polvere, umidità e anche un allagamento hanno danneggiato alcuni volumi, per questo, in molti, alla fine della Prima Guerra Mondiale chiesero al Comune di dare alla raccolta una sede definitiva, che assicurasse al prezioso materiale adeguate condizioni di conservazione. Nel 1921, l’illustre studioso orvietano Luigi Fumi fece un’importante donazione libraria al Comune e questo evento segnò l’inizio del percorso di nascita di una vera e propria biblioteca comunale. Il gesto di Fumi ebbe una forte valenza culturale, creò entusiasmo e fermento intellettuale nella città. Con la sua donazione Fumi volle dare alla futura biblioteca non solo un lascito materiale, ma anche una concezione moderna. Nella sua idea la biblioteca era già il luogo pubblico deputato alla circolazione delle informazioni e alla formazione permanente dei cittadini, senza distinzione di classe sociale. Il Comune quindi, si trovò quasi costretto, il 28 ottobre del 1931 ad inaugurare la biblioteca. Negli anni successivi altri cittadini donarono le loro collezioni librarie, andando così ad incrementarne il patrimonio. In particolare il bibliofilo Domenico Tordi nel 1932 donò circa 30.000 volumi, tra cui pezzi antichi e di pregio che tuttora arricchiscono il fondo storico. Intorno agli anni ’70/’80 cominciò ad essere evidente l’insufficienza della sede nel contenere un patrimonio in continua crescita. Negli anni ’90 venne finalmente individuata la nuova sede nell’ ex convento del San Francesco e iniziò una lunga e impegnativa opera di ristrutturazione che portò, finalmente, il 28 febbraio del 2009 all’inaugurazione della Nuova Biblioteca Pubblica Luigi Fumi. Visitando la biblioteca oggi, si comprende subito la sua vastità e funzionalità e anche la cura di ogni sua sezione. Ad esempio, nello spazio esterno c’è una raccolta di rose antiche donate da un privato e delle maioliche di Marino Moretti che simboleggiano i quattro elementi. Niente è lasciato al caso, anche se proprio lo spazio esterno offre l’impressione che può essere ulteriormente arricchito e sfruttato.

Certamente è però la Sezione Storica a colpire maggiormente il visitatore anche grazie alla ricca donazione testamentaria composta di libri, quadri, sculture e arredi di pregio, disposta dal Prof. Enrico Sovena in favore della sua città natale. Sovena, autorevole primario di medicina vissuto a Roma con una grande passione per l’arte e l’aviazione, voleva che il Comune provvedesse ad allestire la sua donazione “in uno o più edifici in Orvieto per consentirne la visione al pubblico”.

Libri e riviste non scientifiche entrarono subito a far parte del patrimonio della Biblioteca, per espresso desiderio di Sovena. Quadri, sculture e arredi, in attesa di ricevere autonoma collocazione, sono rimasti esposti per due decenni nelle sale del Palazzo Comunale e in altri edifici aperti al pubblico, poi l’intera collezione di quadri e sculture è stata spostata all’interno della Biblioteca con allestimenti espositivi sostenuti dal contributo di Giorgio Pernazza, maestro arredatore della nota Bottega Michelangeli.

La biblioteca quindi diventa anche Pinacoteca Orvietana con l’esposizione di questa notevole collezione tra cui spiccano un Guttuso e un De Chirico. Una ricchezza che certamente sorprende il visitatore e che è veramente difficile da raccontare perché molti sono i tesori della Sezione Storica per i quali servirebbe un’analisi molto più approfondita. Certamente colpisce la raccolta di libri antichi tra i quali i bellissimi atlanti anatomici del ‘700, le preziose “cinquecentine”, gli incunaboli e un interessante collezione di testi autografi tra cui quelli di Leopardi, D’Annunzio e Alfieri. Molto particolare è anche il dettagliatissimo “Archivio Fotografico Orvietano”.

Diverso, ma sempre interessante è l’impatto con la parte più moderna, oltre la funzionalità della biblioteca “classica”, tre stanze sono dedicate alla Sezione Ragazzi per andare incontro alle esigenze delle differenti fasce d’età (Piccolissimi 0-5 anni; Bambini 6-10 anni; Junior 11-14 anni), che sono arricchite da postazioni informatiche, un teatro per burattini e postazioni per la proiezione di programmi specifici.

Molto interessante è anche il Settore Multimediale, altra aggiunta piuttosto recente alla Biblioteca, che contiene circa 1300 documenti in VHS, CD e DVD e si distingue per l’allestimento dell’innovativa Sala Eufonica che Orvieto ha acquisito in esclusiva per l’Umbria quale parte integrante del Sistema Bibliotecario Regionale.

Assoluta particolarità nel panorama nazionale, la Sala Eufonica, o Sala del Buon Suono, è destinata all’ascolto e alla visione di documenti e programmi sonori e audiovisivi: CD, DVD, Super Audio CD, DVD audio, Blu Ray, programmi radiofonici televisivi e satellitari, oltre ai dischi in vinile.

In conclusione, la Nuova Biblioteca Fumi è un ottimo esempio di come il moderno riesce a fondersi con l’antico, ovviamente il rischio è, considerando le sue grandi possibilità, di non sfruttare a pieno tutto il suo potenziale, ma qualche volta, invece di spendere le nostre energie per criticare quello che non funziona, dovremmo semplicemente goderci le piccole grandi cose che spesso si trovano ad appena un palmo dal nostro naso.

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