Particolare di una delle tombe a tempio dorico
Particolare di una delle tombe a tempio dorico

La meraviglia della necropoli etrusca di Norchia, crocevia della Storia

Visita a uno dei siti Etruschi più interessanti in assoluto, attraverso un’escursione in una necropoli la cui area conserva anche testimonianze dell’Età del Bronzo e romane, oltre rovine di una chiesa medievale e di un castello appartenente alla potente famiglia dei Vico. Un luogo che non si fa soltanto straordinario testimone dello splendore della civiltà etrusca, ma che si è fatto anche crocevia di più epoche.  Eppure si tratta di uno dei tanti luoghi italiani tristemente decaduti in una colpevole incuria

Articolo di Pierluigi Mariani

Immersa nelle campagne tra Vetralla, Monte Romano e Viterbo, si trova la necropoli rupestre di Norchia: sito archeologico di grande interesse che racchiude testimonianze dell’età del bronzo, etrusche, romane ed anche le rovine di un castello appartenente alla famiglia dei Vico e di una chiesa di epoca medievale.
L’antico abitato etrusco e le necropoli sono delimitate da tre corsi d’acqua: il fosso Pile, il fosso Acqua alta ed il torrente Biedano: i primi due confluiscono nel torrente Biedano; abbiamo quindi tre necropoli distinte in base al corso d’acqua da cui sono attraversate: la necropoli del Pile, la necropoli dell’ Acqua alta e la necropoli del Biedano.
“Norchia” è il nome medievale dell’insediamento che si sviluppava intorno alla chiesa di S.Pietro ed al castello, mentre il toponimo etrusco e poi romano dell’insediamento era Orcle in latino Orclae. Dell’abitato etrusco rimane pochissimo così come dell’antico abitato romano, di questo periodo sappiamo che Norchia era sotto il municipio di Tarquinia e vi passava la via Clodia; un tratto di quest’ultima lungo 400 metri che da un ponte sul torrente Biedano porta alla piana dei Casaletti (zona situata all’interno del poligono militare di Monte Romano) è denominato Cava Buia, in questo punto l’antica via Clodia passa sotto due alte pareti di tufo ed il luogo (come tutto il complesso dell’area archeologica ) è molto suggestivo.

Via Cava Buia

Via Cava Buia

La necropoli del Pile attraversata dall’omonimo corso d’acqua che di lì a poco confluirà nel torrente Biedano insieme al fosso dell’ Acqua Alta,  è la prima che si raggiunge venendo dalla zona di Pian delle Vigne. La necropoli del Pile è di età ellenistica (fine del IV° secolo avanti Cristo) le tombe che si trovano in queste necropoli sono di tipologia a dado o a cubo: quelle a “dado” sono sempre delle tombe a camera contenute, in questo caso, all’interno di un blocco di roccia scavato nel tufo o anche costruito, quando il monumento funebre è staccato sui quattro lati si ha la vera e propria tomba a dado, altrimenti si hanno forme intermedie: come quelle a semidado, o a falso dado quando la facciata è scolpita nella roccia.
Le principale tombe della necropoli del pile sono:
la tomba degli Smurinas, dei Ciarlanti, dei Veie, del Camino (cosi chiamata perché la il tetto ricorda un camino), e di Prostila dove contrariamente alle altre tombe citate sopra non si vede la finta porta.

Tomba Prostila

Tomba Prostila

La necropoli dell’acqua alta attraversata dall’ omonimo fosso è anche essa di età ellenistica come quella del pile, ma a differenza di quest’ultima  ospita due tombe a “tempio dorico”  così chiamate poiché la facciata di queste tombe  riproduce appunto un tempio dorico. Una particolarità di queste due tombe è che In Etruria solo a Sovana si possono vedere altre due tombe a Tempio:  la Tomba Ildebranda e la Tomba Pola.

Particolare di una delle tombe a tempio dorico

Particolare di una delle tombe a tempio dorico

La necropoli del Biedano invece presenta per lo più tombe a camera singola, destinate nella maggior parte dei casi a contenere molte inumazioni, queste tombe presentano all’interno un vano molto allungato nella roccia di forma più o meno rettangolare, con un largo corridoio centrale tra due banchine in cui i loculi sono scavati in modo trasversale in questo sito la tomba denominata dei Lattanzi o tomba dei quaranta letti, dal numero di letti funebri in essa contenuta.

Particolare di una tomba nella necropoli del Biedano

Particolare di una tomba nella necropoli del Biedano

I resti della città medievale sono visibili nei pressi del Fosso di Pile, dove si trovano resti del borgo, del castello della famiglia Di Vico e della Chiesa di San Pietro risalente al IX secolo d. C. e costruita su un preesistente tempio etrusco-romano. Sono inoltre ben visibili i resti di una  porta d’accesso e alcune porzioni della cinta muraria.
Durante il medioevo, la città torna ad essere frequentata in epoca longobarda, quando la zona confinava con il Ducato romano,  viene poi fortificata nel XII secolo da papa Adriano IV. Tra il XII e il XIII secolo vengono eretti le chiese di S. Pietro e S. Giovanni (non giunta fino alla nostra era) e il castello, passato nel XIII alla famiglia dei Prefetti di Vico, fino al definitivo abbandono nel 1435 a causa di un’epidemia di malaria.
Del castello rimangono cospicui avanzi delle murature, in blocchi di tufo rosso, mentre della chiesa di S. Pietro si conserva ancora per buona parte l’abside e il lato settentrionale, di stile proto-romanico ed una cripta sottostante.

Ruderi della chiesa di S.Pietro, particolare dell’abside

Ruderi della chiesa di S.Pietro, particolare dell’abside

 

Rovine del Castello di Vico

Rovine del Castello di Vico

 

Purtroppo  oggi la necropoli e l’intera area di Norchia vessano in pessime condizione: l’incuria ed il degrado la fanno da padroni, nonostante la stampa locale e le segnalazioni dei cittadini, da più di un decennio ad oggi le cose  non sono cambiate se non in peggio. Possiamo sperare che in futuro questo patrimonio venga riqualificato, poiché stiamo parlando di uno dei complessi archeologici tra i più importanti di tutta Etruria, e che non venga lasciato all’abbandono come in passato è stato fatto con altri siti archeologici in Italia. Questo è solo un piccolo augurio nella speranza che le istituzioni culturali svolgano il loro compito: tutelare il patrimonio storico e artistico.

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