In viaggio sulla Via Francigena della Tuscia

Un viaggio compiuto da padre e figlio  per riscoprire luoghi conosciuti, ma che percorrendo il tracciato della Via Francigena assumono un aspetto diverso.  Un viaggio sulle tracce di un’idea nata insieme ad un amico e un collega che non c’è più. Una storia con sullo sfondi i paesaggi della Tuscia che merita di essere raccontata e da cui nascerà un libro

Stefano Mecorio, un giovane giornalista attualmente occupato nel settore dell’agricolture che, dietro la sua aria sbarazzina nasconde una notevole cultura e un animo sensibile, ha deciso di intraprendere un viaggio attraverso la Via Francigena Viterbese, attraverso varie tappe, divise in due tronconi: il primo comprende Proceno-Acquapendente, Acquapendente-San Lorenzo, San Lorenzo-Bolsena, Bolsena-Parco di Turona, Parco di Turona-Montefiascone, Montefiascone-Viterbo, il secondo Viterbo-Vetralla, Vetralla-Capranica, Capranica-Sutri e finalmente Sutri-Monterosi, terminando il proprio percorso al cospetto del cartello per Roma, in prossimità del confine tra la provincia di Viterbo e quella di Roma.

“Durante questa esperienza ho scoperto il lusso del pellegrino – spiega Stefano Mecorio – cioè vivendo questa esperienza ho potuto andare piano, tranne qualche tratto sulla Via Cassia: spostarsi lentamente e senza fretta permette di cambiare l’esperienza del tragitto, ampliando il raggio del proprio sguardo. Si possono cogliere e assaporare molti aspetti in più che è impossibile scorgere quando si va di fretta: il mio sguardo si è potuto perdere sui campi coltivati, dalla coltivazione intensiva a quella occasionale, dalla coltivazioni di patate a San Lorenzo a quelle di ulivi attorno al lago. Ho imparato che per gustarsi un paesaggio la fretta va lasciata a casa”.

Cartellone sul tragitto

Cartellone sul tragitto

Lo speciale pellegrino ha potuto constatare la bontà della segnaletica con la presenza di numerosi ed esaustivi pannelli informativi, che gli ha permesso di trovare la strada e mantenerla senza sforzo,  e delle strutture ricettive. Ma si tratta anche di altro: “Nella mia esperienza ho potuto toccare con mano l’ospitalità della gente della nostra terra, cosa non scontata in un periodo di tensioni come il nostro. Eppure anche prima che potessero capire che ero sì viaggiatore del posto, ho sperimentato l’accoglienza  per il forestiero, load disponibilità ad aiutare che è un aspetto fondamentale, anche se purtroppo spesso sottovalutato, delle persone della provincia di Viterbo. Troppo spesso ci si sofferma sui difetti, dimenticando invece le preziose qualità delle persone che possiamo incontrare tutti i giorni”.  Si tratta quindi di un’esperienza imbevuta di natura, a contatto con l’aspetto più essenziale delle cose, attraverso un sentiero  che porta a contatto con il nucleo primigenio di sé, tra paesaggi e incantevoli e un’umanità che sembra voler mostrare il meglio che ha da offrire del proprio carattere.

Stefano ha avuto un compagno di viaggio che nonostante le titubanze iniziali, ha messo grande entusiasmo nell’intraprendere questa avventura: ” Al mio fianco c’era mio padre, che inizialmente pensava di cedere alla stanchezza dopo pochi minuti, invece la sua voglia di proseguire ha contagiato anche me. Noi percorrevano un pezzo di tratta al giorno poi tornavamo a casa e al momento di andare a letto, nonostante la stanchezza, mi in incalzava di domande su quello che ci avrebbe aspettato il giorno successivo. Scalpitava! Mio padre Dario è entrato perfettamente nello spirito del viaggio e 15 chilometri al giorno abbiamo visitato insieme un pezzetto di Tuscia, in un’esperienza per noi davvero speciale”. I resoconti di viaggio scritti da Mecorio verranno inviati alla casa editrice Settecittà, che renderà la sua avventura un libro che cristalizza l’esperienza vissuta, andando incontro al desiderio di molti viandanti, curiosi di sapere quello che li aspetta durante il tragitto. L’idea del viaggio e del progetto editoriale annesso nascono dalla volontà di Mecorio di concretizzare un progetto pensato insieme a un suo caro amico e collega giornalista, tra le penne migliori della sua generazione, purtroppo prematuramente scomparso: Andrea Arena, alla memoria del quale Mecorio dedica la sua esperienza e il suo libro. Giunti a Viterbo, Alessandra Pinna ha voluto incontrare la coppia di viaggiatori a Piazza San Lorenzo, davanti a Palazzo Papale, uniti nella memoria di una persona in qualche modo partecipe in questo viaggio.

Da sinistra Dario, Alessandra Pinna, fidanzata di Andrea Arena, e Stefano

Da sinistra Dario, Alessandra Pinna, fidanzata di Andrea Arena, e Stefano

 

 

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