Digressioni: fermarsi in un locale di un piccolo centro di provincia

Con questo scritto si inaugura la rubrica “Digressioni”, spazio con cui chi scrive si ptrende la libertà di spazioare occupandosi di temi di ampio raggio comunque riconducibili ad aspetti della vita nella Tuscia.

 

Lontano dalla Storia ma anche a contatto con l’essenzialità della vita, tra questi due estremi apparentemente contrastanti si può circoscrivere, a grandi linee, l’esperienza  del fermarsi in un locale di un piccolo centro di provincia.

Le vie e le piazze, non molto trafficate tranne che per rare occasioni festive, danno modo di concentrarsi sui pochi elementi che si incontrano lungo il viaggio, favorendo un clima rilassato  in cui potersi prendere una pausa e fermarsi ad assaporare il momento, correndo a una velocità ridotta. Le auto sono poche e  accanto ai modelli d’ultimo grido, a volte si vedono parcheggiati  modelli vecchi, Non mancano soluzioni che strappano un sorriso, come furgoni che usano come freno a mano un tronco di legno messo sotto l’estremità posteriore del mezzo, tenuto fermo tra quest’ultimo e il terreno.

All’interno stridono i riferimenti alle grandi metropoli del mondo, con fotografie e mappe di città che appaiono come un sogno indefinito e sfocato: il ponte di Brooklyn, la mappa di Manhattan lo skyline di Los Angeles o la Torre Eiffel. Si sa che quello che è inafferrabile e lontano appare sempre più interessante, lo stesso vale anche qui.

La scelta sulle pietanze e le bevande è limitata:, non c’è spazio per scelte troppo personalizzate o elaborate: o vai sul classico o niente. Ciò non toglie che proprio la natura “casareccia” nel contesto possa proporre a prezzo stracciato prelibatezze,  forti della genuinità degli ingredienti, sarebbero costate molto di più. Sì, i locali più sperduti all’occorrenza possono diventare il ricettacolo di insospettabili quanto ghiotte occasioni.

La clientela è composta spesso quasi esclusivamente da uomini, diversi per età ma non per ceto sociale: il collante può essere la passione calcistica, ma più semplicemente nel locale o bar in questione gli avventori sono persone che  tra quelle quattro mura trovano un porto sicuro, un posto fuori casa dove sentirsi a casa, dove sentirsi se stessi, a volte più che nelle proprie famiglie, liberi dei ruoli e doveri parentali.

Si assiste così a interminabili partite di carte tra giocatori che in quanto ad età raccolgono quasi per intero lo spettro intero delle età, accaniti tifosi e “opinionisti” sportivi, vecchietti che fanno le parole crociate, giovani che aspettano l’arrivo delle ragazze, quasi come fossero degli alieni che devono sbarcare da un altro pianeta. Si respira l’attesa di qualcosa che può accadere di inaspettato ma che puntualmente non accade, ma allo stesso tempo si trova  rassicurante la ripetizione degli avvenimenti sempre uguale a se s tessa.

Le bariste e cameriere, non necessariamente di bella presenza, sono i veri angeli del focolare in questo quadretto caratterizzato da uomini bisognosi del riferimento di una figura femminile: non di rado mostrano una dignitosa compostezza degna di ammirazione, a maggior ragione se in contesti di grande rilassatezza come questi la cosa più facile da fare sarebbe lasciarsi andare. Ma i primi ad avere bisogno della loro austera serietà, tuttavia capace di scioglieirsi in caldi sorrisi quando necessario, sono proprio gli avventori, che cercano un appoggio rassicurante nella loro figura.

Il visitatore occasionale può dedicarsi a confessioni e chiacchiere spensierate con gli amici in un ambiente  a suo modo avvolgente che rende più facile concentrarsi intimamente sulll’interlocutore, permettendo allo stesso tempo di godere da spettatore ai gustosi siparietti che permette  di gustare un teatro dove la vita scorre senza  fretta. Fermarsi un attimo a godere del momento rilassandosi senza un sovraccarico di stimoli è apprezzabile e allo stesso tempo è importante ricordarsi che le cose essenziali sono ben poche.

Fatta nuova chiarezza su questi capisaldi, per chi vuole, è possibile tornare a tuffarsi nel frenetico maremagnum della società odierna in modo più sano e distaccato e quindi è possibile assaporarlo con più gusto . Sapere che c’è sempre il solito vecchio localetto di paesello è una placida ma arricchente rassicurazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *