Metti una sera a cena all’Osteria da Shakespeare

“Filetto di serpente condito con funghetti trifolati e pelo di nottola, mummia di strega in guazzetto, zampe di ramarri e ali di civette in brodi di fiele, stomaco di squalo marino stufato”: già dal menu si intuisce che all’”Osteria da Shakespeare & Co.” si intuisce che si offre una cena ben lungi dall’usuale.

Dopo un percorso tortuoso fatto di curve a gomito e strade sterrate di giunge nel grazioso Podere Porcino, situato fuori Civitella d’Agliano, incorniciato dai Calanchi in lontananza.

All’ingresso nella locanda si riceve il benvenuto da due eccentrici signori con fare a modo che introducono nella sala del banchetto dove si trova una lunga tavola imbandita.

Poco dopo si scopre che quei curiosi gentiluomini (Ennio Cuccuini e Simone Precoma) non fanno i camerieri come prima occupazione, ma sono i sicari al servizio di una coppia decisamente inaspettata: Re Lear (Gianni Abate) e Lady MacBeth (Giovanna Vassallo, che ha dato una personalissima interpretazione del personaggio con battute in dialetto napoletano e esibizione finale di un’irresistibile danza della Taranta).

Le discussioni fra i vari personaggi travalicano i confini letterari delle opere del Bardo per toccare riferimenti d’attualità, spunti dalla cultura popolare italiana, in uno strabordante pastiche che si concretizza in monologhi e scambi di battute e battibecchi surreali tra i vari commensali, che coinvolgono anche gli spettatori, che loro malgrado si vedono affibbiare le parti di altri personaggi del celebre commediografo inglese.

Sono gli attori stessi a servire le pietanze e provocare il pubblico, che diventa quindi parte integrante della rappresentazione: la quarta parete viene abbattuta in modo naturale e anche gli spettatori, una volta abituatisi a una situazione inusuale che può risultare spiazzante e  catapultati nella rappresentazione scenica senza più barriere, hanno potuto godere appieno del suo ritmo vorticoso e delle battute caustiche degli interpreti.

L’idea di teatro propugnata nello spettacolo “Osterioa da Shakespeare & Co.”è quella di un momento in cui l’offrire un’esperienza espressiva ed intellettuale sia dinamicamente legata all’incontro con l’altro vista come fonte di reciproco arricchimento: quale occasione migliore di un banchetto sui generis?

Quello proposto dalla compagnia del Teatro Null e scritto dal regista e autore Abbate  è uno Shakespeare messo nel frullatore e servito fresco, capace, con la sua verve e qualche scossone, di rivitalizzare il pubblico accorso in una notte afosa d’inizio estate.

 

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