A Montefiascone la Festa medievale AD 1074, nel segno di Matilde di Canossa, una donna che fece la Storia

Una rievocazione storica che si terrà a Montefiascone il 7-8-9 luglio 2017 ricorderà la vicenda di una delle poche donne delle’epoca che recitarono una parte da protagonista in società, giocando un ruolo decisivo nella contesa tra Papato e Impero per la lotta per le investiture, la quale andò avanti anche dopo la sua morte ma che senza di lei forse non avrebbe avuto lo stesso epilogo. Una donna che fece la Storia quando la Storia era più che altro un affare tra uomini.

 

La Festa Medievale AD 1074 porterà nel centro storico di Montefiascone gli abiti tradizionali e stand con i piatti di un’epoca in chiaroscuro, dalle fosche tinte ma anche da sorprendenti motivi d’interesse, in particolare si ricostruisce l’atmosfera di un evento cruciale per la Storia d’Europa.

 

Può stupire come anche nel Medioevo fossero esistite donne che nelle loro mani tenevano un grande potere, ovviamente si trattava di nobildonne e non di membri del popolo. Tra queste c’è Matilde Contessa di Canossa e Duchessa di Toscana si ritrovò a governare buona parte del Nord Italia. Nacque nel 1055 dal matrimonio tra Bonifacio Marchese di Toscana e Beatrice di Lorena. La morte dei suoi tre fratelli la pose inaspettatamente nel ruolo di unica ereditiera sulla marca di Toscana, terra sulla quale il padre esercitava il potere pubblico ma anche su altre che erano state affidate al genitore a titolo beneficiario come feudatario e altri beni allodiali (privati), oltre ai possessi lorenesi della madre. Dopo la morte del padre, la madre Beatrice si era unita in seconde nozze al marchese Goffredo il Barbuto. Essendo Matilde erede di un grande territorio il patrigno cercò di unire i possedimenti dei casati di Toscana e di Lorena attraverso il matrimonio tra la figliastra e il proprio figlio di sangue Goffredo V, detto il Gobbo, ma il tentativo fallì e sia il padre che il figlio fecero ritorno al di là delle Alpi. Quando Matilde si trovò sola, senza più madre né marito, mostrando grande fermezza e caparbietà la sua figura divenne centrale nella “Guerra delle Investiture”, che vedeva contrapposti Papa Gregorio VII e l’Imperatore Enrico IV.

La nobildonna prese a sé il dominio e la responsabilità delle proprie terre e si schierò dalla parte del Pontefice , il quale le affiancò Anselmo Vescovo d Lucca. Secondo la tradizione fu fondamentale la mediazione di Matilde per fa sì che l’incontro tra Papa Gragorio e Enrico di Franconia avesse luogo nella Rocca di Canossa di proprietà della nobildonna nell’anno 1074. “Andare a Canossa” è diventata un’espressione idiomatica per indicare un’umiliante penitenza che qualcuno deve accettare: l’Imperatore era già stato scomunicato dal Papa e per esser ricevuto da quest’ultimo, oltre all’intercessione dell’Abbate di Clouny e della stessa Matilde, dovette prestarsi a una processione di penitenza mentre imperversava una bufera di neve, camminando con la testa cosparsa di cenere.

Enrico si riconobbe vinto e implorò il perdono del Papa, tuttavia le ostilità ripresero presto e l’Imperatore dichiarò Matilde  deposta e la bandì dai territori imperiali in quanto apertamente schierata con il Pontefice. Gegorio VII venne assediato e fu fatto salvo solo grazie al pronto intervento dei suoi vassalli normanni, ma dovette trascorrere l’ultima parte della sua vita in esilio. Matilde strinse i denti nei giorni bui e il suo esercito sconfisse i fautori dell’impero a Sobria il 2 luglio 1085: il nuovo equilibrio di forze stabilitosi le permise di diventare il principale fautore del partito della riforma, tornato in auge con Papa Urbano II. Nel 1089, su consiglio papale, sposò Guelfo V, erede alla corona bavarese e suo fervido alleato. Dal matrimonio nacque un solo figlio maschio, morto in tenera età. La Magna Comitissa, come amava autodefinirsi, fomentò i figli dell’imperatore, Corrado e successivamente Emilio, a rivoltarsi contro di lui. Successivamente, mantenendo la linea papalina, si alleò con la casata dei Guidi, adottando secondo alcuni il Conte Guido II Guerra, in contrapposizione alla dinastia imperiale degli Alberti.

Alla sua morte la nobildonna lasciò tutti su suoi avere in eredità alla Chiesa, inclusi quelli feudali, che avrebbero dovuto tornare all’Impero: atto che da un lato aprì un lungo contenzioso tra Santa Sede e imperatori, ma che dall’altro fu un estremo atto di fedeltà alla Chiesa di Roma.

Nella Festa Medievale sul Colle falisco si farà rivivere proprio l’incontro tra Matilde di Canossa e Papa Gregorio VII avvenuto  nel 1074 quando il Pontefice era ospite del suo castello attraverso sfilate in costume, banchetti con pietanze d’epoca, falconieri, artisti di strada e musicisti che si esibiranno per i vicoli e le piazze.

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